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Giöxìa

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Scritto da Fiorenzo Toso Visite: 3245

Richiesta Luigi, Camogli (GE): Persiana in genovese "giöxìa", è mica di origine araba ? Mi interesserebbe conoscere tutte le parole del dialetto genovese che hanno questa origine

Una abitudine diffusa in Liguria è quella di attribuire volentieri un'origine araba o orientale (turca, persiana...) a quelle voci genovesi che appaiono più "strane" e insolite rispetto all'italiano: considerando questa predisposizione all'accoglienza di parole arabe ci si dovrebbe forse aspettare un analogo spirito di accoglienza nei confronti di chi l'arabo lo parla, ma non sempre, purtroppo, all'attenzione nei confronti della cultura degli altri corrisponde altrettanta simpatia per le persone. Al di là delle considerazioni morali, va detto che il genovese ha assunto nei secoli una quantità significativa di voci arabe e orientali, spesso molto rappresentative della specificità linguistica ligure, come nel caso di 'camallo' per 'facchino', che è quasi una parola-simbolo di genovesità, o 'gabibbo' come termine scherzoso per indicare i forestieri indesiderati. Altre parole di presunta origine araba, come 'mandillo', sono invece d'origine greca, altre ancora di tramite spagnolo e così via, a riprova del carattere composito del lessico ligure e della sua capacità di arricchirsi attraverso i secoli: si trattò del resto di un interscambio reciprocamente fruttuoso, e non poche voci d'origine genovese penetrarono a loro volta in arabo (soprattutto maghrebino), in turco, in greco moderno e così via, per non parlare naturalmente dell'italiano. In ogni caso la storia della parola giöxìa 'persiana, imposta' esula completamente da questo tipo di relazioni. Si tratta banalmente della forma ligure corrispondente all'italiano 'gelosia', parola che a sua volta indica un tipo di 'imposta' e che è attestata a partire dal 1536, per quanto forme volgari diversamente collocate, soprattutto in Italia settentrionale, risalgano al secolo XV. L'origine della voce è un uso figurato della parola 'gelosia' in quanto stato d'animo e sentimento, poiché si riteneva che l'uso delle persiane, atte a tenere nascosta la bellezza delle donne (pur consentendo loro di guardare all'esterno), fosse nato appunto dalla gelosia dei mariti: naturalmente le 'gelosie' o persiane hanno anche altri vantaggi, ma la parola nacque da questa credenza, e vi fu in passato chi cercò senza successo di dimostrare l'origine orientale della voce, attribuendo in particolare ai Turchi una particolare predisposizione al sentimento della gelosia. In ultima analisi la parola risale come l'aggettivo 'geloso' al latino ecclesiastico 'zelosu(m)', che indica 'chi fa le cose con zelo' (calco del greco zelotés): è quindi 'geloso' chi ama una persona con tanto attaccamento che il suo scrupolo in tal senso diventa un difetto e una prevaricazione. In genovese la parola compare nella forma arcaica 'giroxìa' tra la fine del Duecento e l'inizio del Trecento, ma sempre col significato originario di 'sentimento di gelosia', e in questa accezione e in questa veste grafica e fonetica è attestata fino a tutto il sec. XVIII. La forma moderna giöxìa (con la - o- da pronunciarsi lunga e aperta) è documentata dall'Ottocento, sia nel significato di 'gelosia, sentimento' che in quello di 'imposta, persiana': quest'ultimo compare per la prima volta nel Vocabolario Domestico del padre Angelo Paganini (1857), fatto che induce a ritenere che possa trattarsi di un prestito italiano relativamente recente, anche se ormai fortemente radicato in genovese, al punto da essere considerato una parola "tipica".

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