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Facussa

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Scritto da Fiorenzo Toso Visite: 3482

Richiesta di Sergio da Genova

La voce facussa indica in lingua tabarchina una particolare qualità di cetriolo "dolce", che viene usato in diverse preparazioni (soprattutto col tonno) ma che viene anche mangiato crudo, come un frutto più che come un ortaggio. La facussa è ampiamente diffusa presso le comunità tabarchine, al punto che esistono numerosi modi di dire e espressioni figurate che la riguardano: la metafora facusun 'persona sciocca' ad esempio è analoga a quella che riguarda il toscano citrullo, che da 'cetriolo' è passato come noto a significare 'persona ingenua', forse perché i cetrioli sono frutta novella, di prima stagione, e ciò che è 'nuovo' è anche 'privo di esperienza' e perciò 'ingenuo' e 'sciocco'. Dalle comunità di lingua tabarchina la voce si è diffusa, insieme all'ortaggio, nell'area campidanese sud-occidentale e soprattutto nella regione del Sulcis e a Iglesias. L'origine araba della voce è ben nota ai linguisti e fu individuata già da M.L. Wagner negli anni Cinquanta: facussa corrisponde esattamente all'arabo maghrebino (soprattutto tunisino) fakûs, che indica esattamente lo stesso ortaggio. Si tratta quindi di una delle voci (non molto numerose in verità) importate direttamente dall'Africa da parte dei coloni tabarchini all'atto della fondazione di Carloforte e Calasetta.

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