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Diacolon

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Scritto da Fiorenzo Toso Visite: 3065

Richiesta di Giuseppe Liotta di Chiavari (GE)

Per rispondere alla domanda debbo premettere che "toponimo" significa "nome di luogo" (sono quindi toponimi la parola Genova/Zena, Besagno/Bisagno ecc.). Il lettore avrà inteso conoscere l'etimologia della parola diacolon, ossia la sua origine e derivazione storica. Sotto questo aspetto, diacolon (pron. diaculun) è una parola d'origine colta, ossia derivata dalle lingue classiche non per naturale evoluzione, come succede per la parole genovesi che discendono regolarmente dal latino (es. teito < TECTU, cian < PLANU, ecc.), ma in seguito all'assunzione della voce dal lessico specialistico scientifico che era anticamente - e in parte è ancor oggi - formato con parole latine e greche nella forma originaria (basti pensare a parole come l'italiano nevralgia, reuma, pleurite ecc.). La parola è presente anche in italiano - ma è ormai arcaica disusata - nella forma diàchilon, attestata a partire dal XVIII secolo col significato di 'cataplasma, cerotto, impacco di olio d'oliva e litargirio'; in francese la parola è presente nella forma diachylon già nel Trecento, e risale alla locuzione greca dià chilôn 'per mezzo di unguenti', che veniva utilizzata anche nella farmacopea latina (la si ritrova a partire dalle opere di Celio Aurelio). La parola è presente anche in altre lingue e dialetti, come il siciliano e il calabrese deculònna.
In genovese le prime attestazioni della voce risalgono a loro volta al XVIII secolo, ed è quindi probabile che il termine non sia passato attraverso l'italiano (dove la voce compare contemporaneamente) ma attraverso la terminologia farmaceutica francese. Del resto è proprio nelle Comedie transportæ da ro françeise in lengua zeneise di Steva de Franchi (1771-1772) che si incontra un personaggio il quale si lamenta di un altro che "me fa vegnî chì ògni giorno con mëza buttega da speçiâ, àora con pìllore, àora con decoeutti, diasparme, diacoloin, sparmaceto". Qualche decennio prima, nel 1755, nel canto sesto della traduzione in genovese della Gerusalemme Liberata la parola compare nella forma giacoron meglio adattata alla fonetica ligure. I dizionari genovesi hanno sempre diacolon (Olivieri, Paganinin, Casaccia), ma in alcune località della Liguria, soprattutto nell'entroterra montano, sopravvive anche la forma giacurun, giancurun. Quanto al significato, il più delle volte si è conservato quello originario di 'cerotto', ma talvolta esso viene usato in senso figurato per 'porcheria, cosa sudicia' o anche per 'sporcaccione, persona sudicia o che compie azioni riprovevoli': questa evoluzione semantica (ossia cambiamento di significato) riguarda del resto anche la parola çiöto 'cerotto', che in genovese può significare anche 'porcheria', 'sporcaccione' e 'persona noiosa, attaccaticcia'.

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