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Buscigà

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Scritto da Fiorenzo Toso Visite: 2164

Richiesta di Eugenia Bona: In un paese alle spalle di Genova, si usa il verbo "buscigà " (buscigare) per dire: dar fastidio, tormentare, stuzzicare. E' soltanto un'espressione locale o si usa anche altrove?
Mi piacerebbe sapere da che cosa deriva. Questa parola mi fa pensare al personaggio storico detto "Bauciquault". Era forse un tipo che tormentava e dava fastidio?
Capisco che la mia è un'ipotesi molto azzardata, ma ho notato che nei paesi rimangono espressioni del linguaggio che in città  si sono dimenticate con il passare del tempo.In attesa di notizie Vi saluto cordialmente. 
  

Buscigâ 'dar fastidio, disturbare, tormentare' non mi pare molto diffuso ed è probabilmente una voce locale: va detto preliminarmente che i significati di questo tipo si prestano molto a creazioni originali di carattere espressivo che cambiano da paese a paese. Temo che il governatore francese Jean de Boucicault non c'entri proprio, è più facile pensare a un frequentativo (ossia un verbo che indica un'azione ripetuta) dal tipo lessicale che è rappresentato in italiano da bussare, che in origine non significava soltanto 'picchiare alla porta' ma anche 'dare le busse', ossia 'percuotere in generale': quindi qualcosa come bussicare nel senso originario di 'picchiare ripetutamente', perciò 'insistere', 'infastidire insistendo', ottenuto col suffisso (it. -icare, genov. -igâ/-egâ/-ugâ) che si trova in verbi italiani come biascicare, morsicare, pizzicare, stuzzicare, zoppicare, genovese giasciugâ 'biascicare', pessigâ 'pizzicare', spantegâ 'spargere', bordigâ 'frigare' ecc. Ma ci sono altre due possibilità: il verbo potrebbe essere un'alterazione di invescigâ, ossia 'riempire la testa di discorsi vani' (da vesciga 'vescica' e 'cosa vana, vuota'), se consideriamo che la parola suona besciga in vari dialetti rurali, e che il passaggio da -e- a -u- è frequente (vedi remescciârumescciâ, semensa > sumensa). Quindi il nostro verbo sarebbe invescigâ senza il prefisso in- (percepito come articolo o preposizione) col passaggio vescigâ > bescigâ > buscigâ; oppure potrebbe trattarsi di un incrocio tra lo stesso verbo (in)vescigâ busticâ / bustigâ che significa 'rimuovere' ma anche 'tormentare, stuzzicare', derivante dal latino fustigare.

 

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