If you are looking for a reliable best proxy hosting you should read hosting reviews on web hosting review sites.

Alte Post: autentico Sud Tirolo

Stampa
Valutazione attuale:  / 16
ScarsoOttimo 
Scritto da Sergio Rossi Visite: 7008

Dell’ Alto Adige mi piacciono mille cose. Sarà perché ci vengo da quando ero bambino – allora era un po’ diverso da oggi – oppure perché trovo qui un tessuto agricolo in piena attività come vorrei immaginare anche nell’Entroterra ligure. Un sogno, s’intende: le condizioni sono troppo differenti.
Mi sono sforzato di capire questa cultura ermetica, impermeabile quasi esclusiva e da un po’ di tempo credo di averla capita, metabolizzata. Ora mi piace, mi convince, mi attrae e mi fa stare bene quando la vivo: nei piccoli borghi di montagna, nelle malghe, nelle cittadine come Bressanone, Brunico, Vipiteno, o in città come Bolzano e Merano.
L’Alto Adige è molto cambiato, soprattutto agli occhi di chi ha la fortuna o la sfortuna – dipende dai punti di vista – di proiettare lo sguardo indietro di oltre trent’anni. Lo standard degli alberghi è cresciuto enormemente, di pari passo con l’offerta turistica complessiva. Sono cresciuti i servizi in ogni comparto, raggiungendo livelli di eccellenza che portano spesso l’Alto Adige ad essere citato come esempio. Ed è cresciuta la cucina, che si è evoluta senza perdere troppo di vista la tradizione più autentica.
Nonostante questo, una tale evoluzione porta sempre un certo snaturamento, forse più evidente proprio a chi frequenta questi luoghi da tanto tempo. Ed ecco che si è portati a ricercare quei locali, quelle malghe, quegli alberghi che ci sembra mantengano immutata la loro identità. Quell’Alto Adige nascosto che ha resistito alle lusinghe del progresso e delle mode per continuare col passo della tradizione più radicata e sobria.

Per questo consiglierei a tutti di fare una sosta all’Alte Post, la Posta Vecchia di Campodazzo.
Conosco questo albergo da diversi anni. Me lo aveva segnalato un caro amico (Fortunato…) che ultimamente frequento troppo poco. In realtà noi lo chiamiamo “dal Peter” perché chi si occupa della sala e del rapporto coi clienti è Peter Kelder, persona amabile e un po’ speciale: un vero Oste, come non se ne trovano quasi più. Con la sorella Marlene e il fratello Ulrich, entrambi all’opera in cucina, Peter continua una tradizione di famiglia datata oltre quattro secoli, per l’esattezza dal 1576. Ma andiamo con ordine.
L’Alte Post si trova a Campodazzo, piccola frazione del comune di Renon affacciata sulla statale del Brennero, una quindicina di km a nord di Bolzano. Questo edificio è stato costruito nel 1186 da un nobile locale ed è appartenuto a privati cittadini per oltre duecento anni. Intorno al 1400, con il riassetto della strada del Brennero e il rifiorire dei traffici lungo questa direttrice, nasce la Posta Vecchia, che offre servizio di ricovero per gli animali e ospitalità e ristorazione per conducenti e viaggiatori. Nel 1576, Kaspar Mitterstieler , giudice di Renon, rileva la locanda dell’Aquila Nera – si chiamerà Posta Vecchia solo più tardi quando diventerà punto tappa per il servizio postale – che da allora rimarrà sempre nelle mani dei suoi discendenti, maschili o femminili.
La struttura muraria non ha mai subito grandi trasformazioni e presenta un fascino tutto particolare. Sono rimaste intatte perfino le grandi stalle e il fienile. Insomma tutto il complesso è lo stesso da molti decenni e lo si vede anche ritratto nelle vecchie foto appese alle pareti della stube. Non mancano delle vere e proprie chicche, piccoli tesori che il viaggiatore distratto potrebbe non notare. Due in particolare: l’insegna e la stufa. La prima è in ferro battuto con decorazioni color oro e, secondo Peter, è la più vecchia di tutto l’Arco Alpino, oltre ad essere forse l’unica che raggruppa in se la maggior parte dei simboli tipici delle poste: l’aquila, l’uva, la tromba, la rosa …
La stufa è un assoluto capolavoro. Databile al XVI secolo, è la classica stufa in maiolica di queste parti. Perfettamente funzionante, riscalda ancora oggi la stube dell’albergo e viene alimentata a legna caricandola dalla cucina. Vale da se una sosta.
Ho volutamente tralasciato le volte raffinate dei corridoi o certi pavimenti ancora in lastre di pietra, originali, per lasciare qualche sorpresa al visitatore.
All’Alte Post si dorme e si mangia. Le camere sono sobrie e dotate di quanto necessario senza alcuna concessione al lusso. E ciò si ripercuote positivamente sul prezzo che rimane contenuto (circa 52 euro per la camera doppia con bagno, compresa prima colazione).
La cucina è uno dei punti forti del locale, anche se chi ama i disegni nel piatto e le porzioni da canarini rimarrà deluso. Qui siamo in montagna, in un locale storico che, per tradizione, rifocillava mulattieri, commercianti e viaggiatori quando la gente mangiava davvero. E dato che il fascino delle mode passeggere qui non ha attecchito, tutto è rimasto come prima: cucina tradizionale casalinga e porzioni abbondanti. E anche nel cibo non mancano le chicche. Sarebbe troppo lungo e difficile descrivere i piatti forti della casa, ma alcuni di essi non possono non essere segnalati. Intanto la zuppa di gulasch, che trovo spettacolare nella sua sincerità. Un piatto corposo e serio ma sobrio: una delizia. Poi le uova allo speck con patate saltate, altra chicca della casa. Infine, ma per nulla ultimo, lo strudel, che merita una nota a parte. Tutti conoscono questo dolce tipicamente tirolese e molti sanno che, almeno nel Bolzanese, si fa in due modi: con la pasta sfoglia o con la pasta frolla, che poi proprio frolla non è. Ognuno lo preferisce come crede e non c’è nulla da dire, ma quello che si mangia all’Alte Post trovo sia uno dei migliori che si possono degustare in tutto l’Alto Adige. Non mi permetto di esprimere giudizi o sentenze su quale sia il miglior strudel o quale la “vera” ricetta - che peraltro sono convinto non esista - ma semplicemente mi limito ad osservare che uno strudel così equilibrato e raffinato è raro da trovare. Una antenata dei Kelder aveva perfezionato la ricetta dopo aver lavorato in un albergo nei dintorni di Merano e da allora questo piccolo capolavoro è rimasto come patrimonio della famiglia.
Insomma Marlene e Ulrich hanno imparato l’arte dei loro “vecchi” e la ripropongono ai clienti senza particolari liturgie ma in modo sincero e diretto. E poi la loro cucina ha il grande pregio di essere costante, ovvero, ciò che si mangia una volta sarà identico anche la successiva. Dote preziosa quanto rara.
Qui i piatti si chiamano solo con il loro nome di sempre e non ci sono pietanze più belle da leggere che da mangiare. Il menù è contenuto ma vario e soddisfa tutti i palati. Il prezzo è più che onesto.
All’Alte Post si può venire tutto l‘anno. L’estate si mangia anche fuori, davanti al locale, affacciati sul grande piazzale che è anche un comodo parcheggio per l’auto. D’inverno si è serviti nella stube, la stanza rivestita di legno che è stata rimodernata nel 1819 e da allora è rimasta intatta, con il solito pendolo, l’immancabile crocifisso e la splendida stufa che testimonia la lunga storia del locale. E poi ci sono le serate speciali come il Capodanno, in occasione del quale viene servito un notevole cenone a prezzo da galantuomini.
Insomma l’Alte Poste è un posto che trovo unico. Chi lo apprezza e lo capisce se ne innamora e, appena può, ci torna. Ma bisogna capirlo e capirlo fino in fondo, altrimenti lo si potrebbe scambiare per una trattoria o un albergo, e sarebbe come liquidare con uno sguardo un’opera d’arte, senza capire il lavoro e la storia che stanno dietro quei tratti.

Albergo Alte Post di proprietà della famiglia Kelder
(20 camere per circa 40 posti letto)
39040 Campodazzo (Bz)
Tel 0471 353229
Per chi arriva da sud sulla A 22 uscita Bolzano nord, circa 10 km in direzione Brennero.
Per chi arriva da nord sulla A 22 uscita Chiusa, circa 15 km direzione Bolzano.
Chiuso il mese di Febbraio
Chiuso la sera del lunedì (cena) e il martedì tutto il giorno (tranne che in occasione di feste particolari)

Copyright © 2019 La civiltà della forchetta. Tutti i diritti riservati.
Joomla! è un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.
Joomla 1.7 Templates designed by Reseller Hosting Reviews