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Una Scozia insolita

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Scritto da Sergio Rossi Visite: 3992

Immense distese di erica in fiore, montagne verdi e dolci, fiumi dall’acqua color coca cola. Questa è una delle più comuni immagini della Scozia, spesso accompagnata dal suono delle cornamuse: la versione estiva di uno splendido paese dal fascino ineguagliabile.
Ma la Scozia sa stupire anche d’inverno e appena dopo le feste natalizie i prezzi scendono e si possono trovare ottime offerte per una breve vacanza.
Edimburgo è il capolinea ideale per un breve tour. La città è molto interessante e merita una visita, a partire dallo splendido castello - situato sulla sommità di un’altura che domina il centro - dal quale parte il cosiddetto Royal mile, una lunga strada che scende per circa un miglio e che acquisì questo nome nel XVI secolo, quando divenne il percorso abituale utilizzato dai reali per spostarsi dal castello al palazzo di Holyrood, anch’esso visitabile. Splendide le vetrate della cattedrale di St Giles. Per chi ama lo shopping, questa zona è densa di negozi di souvenir e non solo.
Ovviamente Edimburgo offre moltissime altre attrazioni e ognuno può scegliere fra quelle che ritiene più interessanti. Mi piace ricordare che sulla spianata davanti al castello, nel mese di agosto, si svolge il più emozionante degli spettacoli che la città offra. Il Military Tatoo è una specie di parata riservata alle bande militari provenienti dai diversi paesi del mondo. Lo considero uno spettacolo unico ed eccezionale che non si potrà mai descrivere per quante emozioni regala. Una roba da brividi, dall’inizio alla fine. Un’esperienza da provare.

La sera, consiglio una sosta al Maggie Dickson’s pub, un locale del centro (Grassmarket 92) nel quale si mangia bene, si può bere ottima birra e alla fine non si hanno sorprese sul conto. Se possibile scegliere la sala più interna, per evitare i continui spifferi della porta d’ingresso.
Spesso il pacchetto di viaggio comprende il primo pernottamento anche presso strutture di livello che praticano però sconti particolari. L’Apex International Hotel è uno di questi alberghi. Confortevole e molto comodo al centro (Grassmarket 35), ha una particolare caratteristica che lo rende quasi unico. È dotato di una veranda, utilizzata anche per la colazione del mattino, dalla quale si gode una splendida vista sul castello.
Lasciata Edimburgo si possono scegliere diversi itinerari. Per questo propongo solo alcuni suggerimenti che punteggiano un percorso che sale verso l’isola di Skye per poi ripiegare a sud.
Il Moulin Inn è un pub molto caratteristico - con locanda – che si trova nelle vicinanze di Pitlochry. Una tappa è d’obbligo anche solo per un’occhiata agli interni. L’atmosfera invernale è davvero suggestiva: i caminetti accesi, gli interni storici ricchi di fascino e, pare, birra e cibi all’altezza delle aspettative ma con prezzi ragionevoli. Dico pare perché il locale era troppo affollato e nessuno pareva schiodarsi dal suo posto, forse conquistato dopo lunghe attese. Così non ho provato proprio nulla, nemmeno una birretta in piedi.
Poco lontano dal Moulin Inn ha sede la distilleria Edradour, la più piccola di Scozia. Attenzione agli orari invernali che sono ovviamente ridotti. Merita una visita per l’ottimo whisky e per la dimensione davvero ridotta della struttura nella quale lavorano solo tre uomini alla produzione.
Cairngorm hotel: si trova nel villaggio di Aviemore ed è albergo e ristorante con pub e musica dal vivo la sera. Un locale interessante che conserva uno stile “scottish” - almeno così mi appare – sia negli arredi che nell’atmosfera. Il pernottamento è ovviamente più costoso di quello di un normale Bed e Breakfast,  ma la differenza può essere compensata dalla comodità di avere nello stesso locale anche il pub e il ristorante (se poi si trova posto in una sera con meno 8 gradi, sotto una nevicata e con tutti i B&B occupati, diventa una benedizione). Peraltro il cibo è buono e i prezzi sono davvero ragionevoli. Inoltre la musica dal vivo è in una sala a parte, non reca fastidio a coloro ai quali non piace e non incide sul prezzo del pranzo. Chi vuole può anche cimentarsi in un ballo tradizionale scozzese!
Eilean Donan Castle  è spesso ricordato come il castello nel quale è stato girato il film Highlander. Ha un fascino particolare, sia per la posizione in cui si trova, sia per  gli allestimenti interni che negli anni sono stati migliorati e incrementati. Purtroppo è chiuso da metà novembre a metà marzo ma dato che si trova sulla strada per Skye merita comunque una sosta.   
Sull’isola di Skye segnalerei quattro punti di particolare interesse: Dunvegan castle, la cittadina di Portree, il ristorante Creelers e il B&B Limestone Cottage.
L’isola di Sky è raggiungibile agevolmente attraverso un moderno ponte che ha sostituito il tradizionale traghetto. Pochi chilometri dopo il ponte, sull’isola, si trova il ristorante Creelers, un piccolo locale specializzato il cucina di pesce. L’attenzione ai prodotti di qualità è il cavallo di battaglia di questo minuscolo ristorante che predilige pescato locale e propone anche alternative vegetariane interessanti. 
Si mangia bene e i prezzi sono ragionevoli anche per quanto riguarda i vini, italiani compresi. Il Creelers ha anche la caratteristica di presentarsi in modo inconsueto rispetto ai più tradizionali ristoranti locali, avendo sede in un piccolo cottage con grandi vetrate panoramiche rivolte verso la baia di Broadford.
A circa cento metri dal Creelers si trova il B&B Limestone Cottage. È il classico cottage inglese come lo si è visto a volte ritratto nei libri di favole. Le stanze sono molto accoglienti e confortevoli e ogni particolare dell’arredamento è stato curato con estrema attenzione. La colazione è servita in una calda saletta al piano terra nella quale spicca il camino sempre acceso. Ci si può divertire a curiosare fra i soprammobili  e le molte foto che contribuiscono a rendere l’atmosfera davvero accogliente. I prezzi sono assolutamente ragionevoli (£ 60 la doppia) e il trattamento è cordiale e sobrio. Una curiosità per i genovesi. Nel piccolo giardino antistante il cottage si nota un mortaio in pietra di dimensioni ragguardevoli. Ho saputo dai proprietari che proviene da un vecchio albergo inglese e faceva ovviamente parte degli utensili di cucina. Una volta cessata l’attività, il mortaio è stato donato agli attuali proprietario del cottage che lo conservano da diversi anni.
Proseguendo verso il castello di Dunvegan si attraversa la cittadina di Portree che è il centro nevralgico dell’isola e presenta un nucleo storico interessante. In basso si trova una piccola baia circondata dalle tipiche casette colorate, mentre nel centro del villaggio c’è il cuore commerciale con negozi e bar. Il paese merita una breve sosta.
Dunvegan castle è situato nella parte nod est dell’isola e costituisce forse l’attrattiva maggiore dell’isola di Skye. Si tratta di un edificio ricco di storia e tutt’oggi posseduto dalla stessa famiglia che ne è proprietaria da diversi secoli. Una parte del castello è visitabile e aperta tutto l’anno. Molto interessante anche il giardino. D’estate si può prendere un piccolo battello per una breve visita alla colonia di foche che vive nel tratto di mare antistante il castello.
Ritornando verso sud, il mio itinerario prosegue alla volta di Callender, Doune e Stirling.
Il Callander Meadow è un piccolo caffè - ristorante con alcune camere situato nel villaggio di Callander, pochi chilometri a nord di Stirling. L’atmosfera è raffinata ma familiare, così come l’accoglienza. Ad una prima impressione assolutamente positiva, sono seguite conferme che, se possibile, hanno migliorato l’apprezzamento per questo locale.
Entrati nel ristorante per chiedere se c’erano camere disponibili, ci siamo visti consigliare la soluzione più vantaggiosa ed economica, nonostante non fosse l’unica. Credo che un approccio del genere sia degno da sé di una segnalazione. A cena abbiamo scoperto una cucina raffinata e di qualità ma senza eccessive concessioni scenografiche. Piatti ben presentati ma soprattutto ben cucinati, certamente con ingredienti eccellenti, a cominciare dal salmone, fresco o affumicato, fino alle carni e alle verdure. Notevoli i dolci. E anche in questo caso il prezzo finale non ha mortificato il piacere del cibo. Il servizio è piacevole, curato ma sempre nei toni della familiarità. Forse perché ha visto un gruppetto di ospiti stranieri o forse perché attratto dai flash della macchina fotografica con la quale ritraevo i piatti, il cuoco e proprietario del locale, a pranzo ultimato è comparso in sala per una breve chiacchierata con noi.
Tutti ne abbiamo ricavato un’ottima impressione, sia per il buon cibo, sia per i modi affabili e cordiali con i quali siamo stati trattati. E la colazione è stata la conferma finale con i croissant caldi del vicino panificio (preannunciati la sera prima al momento di richiedere le nostre preferenze per l’indomani mattina) e una serie di altre piccole delizie che fanno cominciare bene la giornata. Insomma, un posto da annotarsi per una prossima volta.

Doune castle si trova a pochi chilometri da Callender in direzione di Stirling. Si tratta di un castello praticamente integro che ha il grande pregio di non essere stato quasi per nulla rimaneggiato nel corso dei secoli. A parte qualche restauro ottocentesco, l’attuale struttura rimane quella del XIV secolo con tutto il fascino di un castello medievale, seppur spoglio e disadorno. Inoltre la visita – almeno quella invernale – non è guidata e si ha la libertà di muoversi praticamente dappertutto: dai saloni alle cucine, dalle torri al terrazzo.  E proprio dal terrazzo si gode di una vista straordinaria sulle campagne circostanti. Insomma, un vero gioiello che merita una visita anche se non vi doveste trovare proprio in zona. Un ultimo particolare davvero interessante riguarda i servizi al visitatore. Nel piazzale antistante il castello, oltre il parcheggio, si trova un piccolo cottage riscaldato nel quale hanno sede i bagni, nuovi e perfettamente puliti, e una saletta dedicata esclusivamente ai visitatori. Un luogo ben riscaldato, dotato di tavolo e sedie, dove ci si può fermare per una breve sosta, magari consultando il ricco materiale informativo disponibile. Insomma, qualcosa da riprodurre, se possibile, dalle nostre parti.

Stirling castle è un grande complesso che si trova sulla sommità di una collina nel centro dell’omonima località. Dalla piazza antistante il castello si gode una vista straordinaria che consente di spaziare con lo sguardo sulla campagna scozzese, non senza soffermarsi sulla torre eretta per ricordare il luogo di sepoltura dell’eroe nazionale William Wallace. La visita al complesso è molto interessante e comprende le diverse sezioni del castello. Molto suggestiva anche la ricostruzione scenografica delle cucine allestita nella loro sede originale.
Ovviamente una visita invernale in Scozia richiede anche una certa dose di fortuna, soprattutto con il tempo, inteso come condizioni meteorologiche favorevoli o almeno tali da non ostacolare gli spostamenti. Peraltro il paesaggio invernale offre scorci davvero suggestivi. L’umidità di alcune zone associata alla bassa temperatura disegna scenari irripetibili che riempiono gli occhi, consigliando diverse soste fotografiche lungo il tragitto.
In sintesi, una Scozia un po’ insolita, forse più intima, meno turistica e anche più abbordabile, grazie al deciso ribasso della sterlina. L’impressione è che sia la Scozia dei turisti locali - intendo inglesi in generale - , che se la godono fuori stagione.
Unico neo, ovvio e scontato, la breve durata del giorno, che costringe a sfruttare al massimo le poche ore di luce per poi rintanarsi da qualche parte, la sera: i pub ci sono anche per quello.
E poi la bella sorpresa di una cucina davvero interessante, che forse per distrazione – o perché “evoluzione” dell’ultimo decennio - , non avevo notato alcuni anni fa. Meglio così.

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