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Alta Valle Pesio: paradiso ambientale … e culinario

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Scritto da Sergio Rossi Visite: 4446

Ci sono luoghi nei quali ci si sente a casa e spesso non si sa neppure il perché. Quando è così, però, la vacanza diventa un vero momento di distacco dalla quotidianità e di “ricarica delle batterie”.
Secondo me l’alta valle Pesio, in particolare la zona di San Bartolomeo, ha esattamente queste caratteristiche.
Si tratta di una vallata delle Alpi Cuneesi, poco lontana da Mondovì e immersa nella più splendida vegetazione alpina. È sede di un parco naturale regionale – il parco dell’alta valle Pesio e Tanaro – che ha contribuito a mantenere intatto un territorio meraviglioso.
Ovviamente sto parlando di una zona di montagna, quindi ricca di boschi, ruscelli, alpeggi, montagne e prati.
In questo angolo di mondo alpino, nel 1173, i certosini fondarono quella che oggi è conosciuta come la Certosa di Pesio, un grande complesso religioso che attira numerosi visitatori e merita decisamente una visita.
Forse già allora questa zona fu scelta per la sua bellezza selvaggia e solitaria. O forse solo perché ai monaci serviva un luogo isolato nel quale praticare la rigida regola certosina.

E così, dopo oltre 800 anni di presenza umana, questo piccolo paradiso è rimasto tale e ancora oggi c’è chi cura i castagneti, taglia l’erba per gli animali o fa legna da opera o da ardere. E tutte queste attività agricole hanno contribuito a formare e mantenere nel tempo l’aspetto che oggi la valle presenta.
Insomma, se vi piace la natura e la montagna, un giro in valle Pesio è davvero molto interessante.
Negli ultimi decenni, il Parco ha creato diverse aree pic-nic che ognuno può liberamente utilizzare per uno spuntino o un momento di relax. Tuttavia sento di dover consigliare una sosta anche presso alcuni ristoranti della zona che meritano più di un cenno.
Comincio dalla Locanda Alpina, albergo e ristorante gestito dalla famiglia Lebra, in particolare da Natascia e Gianfranco con l’aiuto dei genitori.
Si tratta di un vecchio edificio completamente ristrutturato rispettandone l’aspetto caratteristico.

Rifugio Pian delle Gorre

Alla Locanda si può alloggiare in camere confortevoli e ovviamente si può mangiare. E qui mi voglio soffermare un momento. La cucina che si può gustare è davvero interessante. Frequentando da anni queste zone, posso dire di conoscere, almeno in parte, i piatti più comunemente proposti dalla tradizione locale, e l’interpretazione che ne dà Gianfranco è davvero notevole.
Ho mangiato qui in diversi periodi dell’anno e in un arco di tempo significativo, e posso dire che non ho mai riscontrato cali di qualità né mi sono imbattuto in giornate storte del cuoco.

I piatti seguono la tradizione, come pure l’impostazione del pranzo, con una ricca proposta di antipasti seguita da una scelta di primi e secondi che accontentano anche i più esigenti.
Ne segnalo alcuni fra quelli che ricordo meglio: gli gnocchi al Raschera, formaggio di produzione locale, il risotto alla zucca e salsiccia, davvero squisito, oppure gli estivi taglierini agli zucchini. Fra i secondi: lo stracotto all’Arneis, le scaloppine di cinghiale al timo, o la trota in padella, trota che abbonda nel torrente Pesio (in questo tratto c’è una splendida riserva di pesca).
Ma non posso tralasciare gli antipasti, anch’essi di ispirazione tradizionale ma in parte rivisitati senza stravolgimenti: il classico vitello tonnato, il patè di trota e di cinghiale, il carpaccio e molti altri che si succedono nelle diverse stagioni. Nei mesi di buon tempo, Gianfranco utilizza anche alcune erbe spontanee come lo spinacio selvatico, che prepara come contorno.
Ultima nota per i dolci, che trovo meravigliosi. Ne segnalo tre in particolare (ma sono molti di più): la crostata di pesche, con una pasta del tutto originale e davvero splendida, la torta di ricotta e il semifreddo al torrone.
Infine un cenno al servizio: dietro una naturale capacità di comunicare, Natascia nasconde una professionalità indiscutibile, che si traduce in un sobrio atteggiamento confidenziale che fa sentire sempre a proprio agio.

Poco più a valle si trova il Nuovo Alpinisti che molti conoscono come “Lello”, dal nome del proprietario.
Si tratta di un locale che da molti anni propone ottima cucina tradizionale caratterizzata da una costanza nella qualità che ne esalta il valore.

Per inciso, considero proprio la costanza come una delle più importanti qualità di un ristorante. Capita che si vada a mangiare da qualche parte e ci si trovi bene; si decide allora di condividere il piacere con altri ed ecco la sorpresa: non è più come la volta precedente; che delusione.

Tornando a Lello, si tratta di un ristorante (ma anche albergo) che propone una notevole scelta di ottimi antipasti, come da tradizione. Si passa poi ai primi, serviti a tavola direttamente dalla padella utilizzata per prepararli. Riguardo ai secondi, ad essere sincero devo dire di non esserci quasi mai arrivato, perché è tale il piacere di gustare la serie degli antipasti seguiti da un ricco primo che, al momento del secondo, passo direttamente al dolce. Fra gli antipasti, impossibili da descrivere uno a uno, segnalo una carne cruda davvero eccellente. Ravioli e taglierini sono i primi che consiglierei; dei secondi, come detto, non so parlare anche se devo dire che il roast beef, unico secondo assaggiato, è davvero eccellente. Se vi rimane posto per il dolce provate la panna cotta.

Mi piace sottolineare che i singoli piatti dei due ristoranti segnalati hanno prezzi adeguati alla qualità. Mi riferisco ai piatti perché trovo impossibile indicare un prezzo medio coerente, dato che la valutazione potrebbe variare di molto a seconda delle scelte personali.

Infine, ma non ultimo, il rifugio del Pian delle Gorre. È una struttura situata su un grande prato circondato da boschi, raggiungibile in auto l’estate e affacciata sulla pista per lo sci di fondo - percorso molto bello - in inverno (ma ci si arriva anche a piedi con una bella passeggiata di meno di un’ora).
Pochi coperti, scelta contenuta - adeguata ad un rifugio - ottima qualità. Antonella e Alberto, i gestori, sono attenti agli ingredienti, tanto è vero che il piatto più popolare, ovvero la polenta, è fatto con una eccellente farina di mais macinata a pietra proveniente dal Cuneese. Per gustare appieno i piatti del rifugio è consigliabile un atteggiamento “sportivo” che procura una gran fame o, a seconda dei casi, aiuta a smaltire queste impegnative delizie: una sciata o una passeggiata sono consigliate sia prima che dopo. La polenta viene proposta in tre modi: concia (con una coltre di formaggio fuso che la ricopre), con spezzatino o con salsiccia. Inutile consigliare una scelta perché tutte sono eccellenti. Se si vuole continuare col secondo, si può chiedere quali siano le proposte del giorno (che volendo comprendono anche l’antipasto). Personalmente, dopo una polenta così passo al dolce. Segnalo una buona crostata di mele che non impegna ulteriormente ma completa il pranzo.
Il rifugio, che offre anche alloggio, è dotato di un impianto energetico ecocompatibile. Una turbina azionata dalla forza dell’acqua produce tutta l’elettricità necessaria per le attrezzature e per il riscaldamento e questa è una ulteriore nota positiva. Una veranda esterna con vista prati, boschi e montagne completa l’offerta.

Ora, se vi è venuta voglia di fare una visita al Parco dell’Alta Valle Pesio, sappiate che si trova a circa 150 chilometri da Genova (via Savona A 10-A 6); 25 chilometri dall’uscita autostradale di Mondovì e altrettanti da Cuneo. Il posto merita il viaggio e, se si ha tempo, il soggiorno.

Sempre a San Bartolomeo consiglierei ancora alcune “tappe”: due negozi offrono una buona scelta di formaggi locali e, rispettivamente, una scelta di pasticceria secca e biscotti a base di diverse farine e una buona focaccia con ampia varietà di pizze artigianali; di solito sono aperti anche i festivi almeno al mattino.

Recapiti:

Rifugio Pian delle Gorre: 0171 738077 – 333 2700314
Locanda Alpina San Bartolomeo 0171 738287
Albergo Nuovo Alpinisti San Bartolomeo 0171738121

Info e foto su www.comune.chiusadipesio.cn.it ; www.vallepesio.it ; www.parks.it
 

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