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Il fascino invernale dell'Irlanda

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Scritto da Sergio Rossi Visite: 4320

L’inverno è forse la stagione meno indicata per visitare l’Irlanda, eppure il paese delle distese verdi ha un fascino straordinario anche in questo periodo dell’anno.
Certo, occorre un pizzico di fortuna col clima, perché se piove per una settimana di seguito con 1 o 2 gradi di temperatura, non c’è alternativa alle città e ai pub e il paesaggio perde gran parte del suo fascino.
Quest’anno l’inverno sta tirando fuori gli artigli e nonostante in Irlanda la neve si sciolga con la stessa velocità con cui arriva (almeno così mi hanno assicurato), nelle settimane scorse il paese era completamente imbiancato, perfino a ridosso delle spiagge e delle scogliere. Fortuna ha voluto che un intervallo fra le perturbazioni ci regalasse cinque giorni consecutivi di cielo sereno.
L’Irlanda è molto estesa per una visita di pochi giorni e occorre concentrarsi sulle attrattive che più interessano. Inoltre, con il freddo gli spostamenti in auto potrebbero non risultare esattamente agevoli e le strade presentare insidie anche serie. Non capita di frequente, ma quest’anno è successo e il cosiddetto “black ice”, testualmente “ghiaccio nero”, il peggiore, invisibile sul fondo stradale, ha sorpreso parecchi guidatori con conseguenze spesso pesanti.
Per queste ragioni, volendo spostarsi da una parte all’altra del paese si finisce col passare molto tempo in macchina. Ma il viaggio è sempre piacevole perché il paesaggio è molto interessante e spessissimo si ha occasione di fermarsi per soste fuori programma dedicate ad attrazioni segnalate localmente, o per ammirare e fotografare gli splendidi scenari invernali.
Così è successo a noi e perciò ho pensato di limitare le segnalazioni a quelle attrazioni che più mi hanno interessato.

Una buona guida - in libreria se ne trovano diverse, noi avevamo la Lonely - e qualche puntata su internet, possono fornire tutti gli spunti necessari per scegliere le destinazioni più rispondenti alle proprie preferenze. E comunque, dopo questa esperienza, alcuni consigli mi sento di darli anch’io.
Arrivando in aereo solitamente si atterra a Dublino e a seconda del tempo che si vuol dedicare alla capitale, ci si può organizzare di conseguenza. Per chi come noi ha deciso di soffermarsi solo una giornata, vale la pena farsi un giro per il centro. La zona più visitata è Temple Bar - il quartiere dei pub - e l’area circostante, sui due lati del canale. Ad essi aggiungerei la zona dei mall, la via pedonale dello shopping, e senz’altro la sede della Guinness, la storica birra locale. In alcuni pub di Temple Bar si suona musica dal vivo e una sosta è davvero raccomandabile.
Interessante notare come vada sempre più diffondendosi la cultura dell’espresso e del cappuccino, che si trovano praticamente dappertutto. E lo stesso dicasi per il cibo italiano, molto diffuso e apprezzato, promosso da diversi locali gestiti spesso da nostri connazionali trasferitisi in Irlanda per curare direttamente il loro “business”. Fra essi è molto gettonato il Bar Italia, lungo il canale, e le positive recensioni hanno stuzzicato la nostra curiosità. Il locale è sobrio e luminoso, abbiamo mangiato bene e il conto non ha riservato sorprese; consiglierei una sosta a tutti coloro che non possono fare a meno di un buon piatto di pasta.
Se vi piace dormire comodi, magari un po’ fuori città, potete provare il Finnstown Country House Hotel , tipico albergo di campagna che conserva tutto il fascino di una dimora signorile molto “Irish”.
A tale proposito, una premessa è d’obbligo. L’Irlanda ha un’articolata rete di strutture ricettive adatte per tutte le tasche. Si va dai più economici ostelli e Bed e Breakfast, fino ai lussuosi ed esclusivi alberghi a molte stelle. Occorre però considerare che, nella stagione invernale, il numero delle strutture aperte diminuisce e allo stesso tempo, in generale, i prezzi scendono, a volte anche drasticamente. Capita perciò di trovare hotel a quattro stelle che applicano tariffe da bed e breakfast pur offrendo un servizio di alto livello. Ed è proprio per questo che è sempre consigliabile, nel momento in cui si cerca una camera, chiedere una quotazione per il pernottamento anche ad alberghi stellati.
A raccomandare calorosamente questa scelta, ha contribuito una spiacevole esperienza in un bed e breakfast molto ben segnalato dalle guide. Arrivati alla reception, il proprietario ci disse di avere le camere che ci servivano. Parcheggiata l’auto, ci accompagnò nell’edificio di fronte a quello principale e ci mostrò le due stanze a noi destinate. Ci rendemmo subito conto che lì dentro faceva un po’ freddo, ma il proprietario ci rassicurò dicendo che in qualche ora i caloriferi avrebbero riscaldato a dovere l’ambiente, giusto il tempo di fare un salto in centro – ci trovavamo a Cork – cenare e tornare. Facile immaginare l’epilogo: un freddo bestia in camera e bagno ideale per pinguini e orsi bianchi. Morale: meglio farsi sempre mostrare le camere e, se fa freddo, cercare altrove. Ovviamente, ciò non significa che tutti i bed e breakfast siano così, ma questo è davvero molto ben recensito e quindi è bene verificare prima tutte le condizioni. Gli alberghi di livello superiore non possono permettere questi scivoloni, e dove vengono applicate le riduzioni invernali di cui sopra si spende quasi la stessa cifra che in un bed e breakfast, ma le differenze sono notevoli.
Lasciata Dublino, la prima tappa serale è stata Killarney, dove ci hanno consigliato di cenare al ristorante Paddy’s. Piccolo e molto accogliente, propone una cucina locale rivisitata in chiave moderna, senza eccessi, con piatti curati, ben presentati e porzioni abbondanti. Il conto è adeguato e coerente. Un locale piuttosto frequentato anche dalla gente del posto.
Proprio a Killarney abbiamo pernottato al Fairview, hotel a cinque stelle che, per le ragioni che illustravo all’inizio, propone ancora oggi (vedi sito, periodo febbraio 2010) la camera doppia da 55,00 € senza colazione fino a 70 con Jacuzzi ecc. Ognuno di noi sa rapportare queste cifre con la realtà italiana e, paragoni a parte, qualche riflessione la si fa, soprattutto considerando che quando la colazione è compresa, ci si trova di fronte ad un buffet molto ricco al quale va aggiunta l’ampia scelta del menù al tavolo.
Il breakfast irlandese comprende infatti tutti gli elementi della classica colazione, più un piatto caldo a scelta che di solito include le uova, la pancetta arrostita e alcuni contorni.
Una delle attrattive più interessanti di Cork – almeno per me – è senz’altro l’English Market, una mercato alimentare al coperto situato proprio nel centro città. Mi è piaciuto perché non è troppo turistico e ho avuto l’impressione che la gente del posto lo frequenti normalmente per fare la spesa. Per una breve sosta consiglierei una visita al Farm Gate Cafè, un bar ristorante interno al mercato, nel quale è possibile fare la prima colazione oppure pranzare. Nel nostro caso si trattava di una specie di spuntino mattutino (eravamo reduci dalle camere gelate e dalla conseguente incavolatura che ci aveva rovinato anche la colazione). Il giovane che ci accolse all’ingresso, accompagnandoci al tavolo, riconoscendoci come italiani si presentò come il manager del locale. Italiano anch’egli, dimostrò una particolare cortesia e ci servì due panini davvero soddisfacenti con un espresso eccellente. Inoltre, ci illustrò in breve l’iniziativa a cui lo stesso Farm Gate aderisce. Good Food Ireland è un insieme di produttori agricoli, artigiani alimentari, locali pubblici, scuole di cucina, strutture ricettive e della ristorazione, riunite in associazione al fine di promuovere il turismo gastronomico e i cibi di qualità: Con Good Food Ireland puoi scoprire l’Irlanda attraverso la gente che coltiva, produce e cucina il tipo di cibo che desideri mangiare. Queste le prime parole sul depliant/cartina che viene consegnato nei locali aderenti all’iniziativa. Credo sia un modo interessante di promuovere il territorio e le sue peculiarità. Peraltro l’associazione offre un servizio di consulenza e prenotazione attraverso il proprio sito internet www.goodfoodireland.com. Un’occhiata alle proposte di questa organizzazione può essere interessante e fornire diversi spunti per scoprire alcune realtà irlandesi legate al buon cibo e all’artigianato locale di qualità.
Per una cena a Cork potrei consigliare il ristorante Amicus; piatti di pesce o carne, alcune specialità locali e prezzi accettabili. Chi lo desidera può optare per una pasta o per la pizza. Particolare curioso: il pesce del giorno era una sogliola grigliata al limone con funghi, verdure e pesto al basilico!
Proseguendo il viaggio con altre tappe, soste e visite che non credo di dover segnalare (diventerei più noioso del solito) siamo arrivati a Dingle, piccolo villaggio di mare conosciuto per i suoi pub e per la costante presenza di un delfino che da anni ha scelto le acque della baia come dimora abituale, tanto da diventare la mascotte del paese e meritare, perciò, una statua nella piazza principale.
Proseguendo lungo il nostro itinerario abbiamo visitato il Bunratty castle and Folk park. Questa singolare attrazione è suddivisa in due parti: da un lato il castello medievale, integro (grazie ai lavoro di restauro) e in parte arredato, nel quale si può effettuare la visita, dall’altro il folk park, ovvero una sorta di piccolo villaggio formato da diversi edifici storici perfettamente ricostruiti e arredati. Si va dalle abitazioni di pescatori e contadini fino allo studio medico, alla posta, ai vari negozi e al piccolo mulino ad acqua. Se nel periodo estivo il villaggio è animato da diverse attività, in inverno alcune case hanno comunque i camini accesi e in una di esse si è accolti con un assaggio di dolce locale.
Nonostante mi sia un po’dilungato, credo di dover consigliare altre interessanti tappe gastronomiche e non.
Una prima segnalazione la merita il bar Danny Macs, a Lahinch, pochi minuti dalle Cliffs of Moher, fantastiche scogliere a picco sul mare, che da qualche anno sono associate ad un grande centro accoglienza che include museo, negozi e ristorante, il tutto ben mimetizzato per non intaccare il paesaggio. Danny Macs è un piccolo caffè bar dove si può mangiare qualcosa. Nessuna concessione al lusso, buon cibo e ottimo rapporto qualità prezzo; trovandosi da queste parti è davvero consigliabile.
Soprattutto per gli amanti della pesca, l’Irlanda è associata al salmone, preda ambitissima sottoposta per anni a catture incondizionate che ne hanno fortemente rimaneggiato la popolazione. Sempre nei dintorni delle Cliffs of Moher, nel paese di Lisdoonvarna , si trova una piccola azienda specializzata nell’affumicatura del salmone. Pare sia una delle migliori. È dotata di un minuscolo visitor centre, nel quale si può chiedere di visionare il filmato dedicato alla lavorazione del salmone (anche in italiano!) e, volendo, acquistare il pesce affumicato, sottovuoto. In questo modo lo si può comodamente trasportare poiché resiste fuori dal frigo per almeno due giorni. Noi abbiamo pensato bene di assaggiarlo in diretta e dopo averne acquistate alcune buste abbiamo preparato semplicemente dei panini. Inutile dire che la differenza con il salmone che mediamente ognuno di noi può comprare al supermercato è davvero notevole. Per nulla salato e poco affumicato, nel salmone della Burren Smokehouse prevale un buon sapore di pesce: davvero eccellente. Occorre specificare che si tratta sempre di salmoni allevati, sottoposti ad un’alimentazione rigorosissima e controllata, almeno stando a quanto affermato dal personale della ditta.
Nel continuo girovagare in macchina talvolta si ha voglia di fermarsi in un posto accogliente, magari per prendere qualcosa di caldo di fronte ad un camino acceso, in quell’atmosfera speciale che l’Irlanda sa trasmettere. È stato proprio così che ci siamo imbattuti nel Monks Bar e Restaurant. Avevamo voglia di una sosta e, arrivati nel villaggio di Ballyvaughan, ci siamo fermati presso quello che da fuori sembrava un locale attraente, a pochi metri dal mare, sull’altro lato della strada. All’ingresso il cammino acceso invogliava a sedersi lì accanto; il locale era vuoto, la stagione, l’orario pomeridiano e la zona piuttosto isolata non favorivano certo l’affluenza. Una ragazza molto gentile ci portò la lista dei dolci e delle bevande, cercando di spiegarci che avevano due dessert pronti e freschi: una torta al cioccolato e una sorta di torta di mele al contrario, ovvero preparata con le mele alla base e una specie di pasta sbriciolata al di sopra (Apple crumble). Ci trovammo molto bene e consiglierei una sosta a chiunque passasse da quelle parti: ottimi dolci, ambiente caldo e accogliente, prezzi adeguati e tanta cortesia. Noto su internet alcuni commenti negativi dovuti, secondo taluni, ai prezzi troppo alti. Noi abbiamo solo sostato nel pomeriggio per un dolce e un te e siamo stati molto contenti.
Eccoci all’l’ultima segnalazione per un sito monastico molto interessante. Si tratta di Clonmacnoise, nel centro dell’Irlanda, a circa 120 chilometri da Dublino. È un luogo incantato con un fascino magnetico; le rovine degli edifici religiosi sono circondate da decine di croci celtiche fra le quali è possibile passeggiare. Il tutto sulle rive del fiume Shannon, in un contesto ambientale pregevole. Si accede alla visita attraverso un apposito centro visitatori che ospita anche una sezione espositiva.
Il monastero di Clonmacnoise fu fondato nel VI secolo su uno dei principali percorsi che tagliavano in due l’Irlanda da est a ovest. Nel tempo fu più volte saccheggiato, distrutto e ricostruito e le sue rovine sanno trasmettere ancora oggi forti emozioni. Se andrete a Clonmacnoise in inverno, portate con voi del pane secco o qualcosa di analogo; al vostro arrivo nel parcheggio, sarete avvicinati da merli e pettirossi per nulla impauriti, e da qualche simpatico cagnolino del vicinato in cerca di carezze.

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