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Fiera di Sant’Orso

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Scritto da Sergio Rossi Visite: 3951

Folla alla fieraSono anni che alla fine di gennaio sento parlare della fiera di Sant’Orso e puntualmente, passati quei giorni, mi ritrovo a pensare all’edizione successiva sperando di poterla visitare. Quest’anno ce l’ho fatta e ne sono soddisfatto.
La fiera di Sant’Orso si svolge ad Aosta da tempo immemorabile. Pare che le prime testimonianze scritte risalgano al XIII secolo. Era una fiera dedicata agli acquisti in preparazione della stagione primaverile. I valligiani, e non solo, venivano ad Aosta per comprare e vendere utensili e altri prodotti dell’artigianato locale e pare che allora la fiera durasse parecchi giorni.
Non è tuttora chiaro il legame fra Sant’Orso e la fiera; forse la distribuzione ai poveri dei classici sandali di legno, costruiti dai seguaci del Santo, avrebbe fornito un primo spunto dal quale, col tempo, sarebbe nata la fiera.
Qualunque sia l’origine di questa manifestazione, resta il fatto che oggi è un evento molto importante che attira parecchie migliaia di visitatori.

BottiCiò che mi ha impressionato positivamente è la presenza di moltissimi artigiani locali che portano i loro prodotti proprio come immagino si facesse tempo addietro in occasione di fiere analoghe.
L’organizzazione è molto accurata; chi arriva ad Aosta in macchina trova tutte le indicazioni per i numerosi parcheggi satellite (gratuiti) e da lì, grazie ai bus navetta (anch’essi gratuiti), raggiunge in pochi minuti il centro della città, quasi completamente invaso dagli espositori.
La fiera è davvero interessante e riesce a mantenere una propria, specifica identità.
L’artigianato locale è tutto rappresentato, almeno nelle produzioni più conosciute e apprezzate. La parte del leone la fa il legno. Ci sono intere vie dedicate ai lavori di intaglio, nel quale gli artigiani Aostani sono veri e propri maestri; di legno sono fatti anche i tipici zoccoli, sabots, che alcuni artigiani continuano a produrre ancora oggi. E poi cesti, gerle, scale, rastrelli e altri utensili da lavoro. Ma ancora in legno sono i piccoli oggetti di uso quotidiano arricchiti da intagli e intarsi di fattura pregevolissima. Fra questi spiccano cucchiai, mestoli, sassole, cofanetti, porta aghi e minuscole scatoline fregiate in ogni parte. Infine vi è un intero settore dedicato ai mobili di produzione locale. Molto particolari i fiori ricavati da sottili sfoglie di legno.

Scultura in legnoDal legno si passa alla pietra, la classica pietra ollare utilizzata per tornire pentole e mortai, più o meno fregiati, o per l’intaglio di oggetti decorativi. E poi i raffinati pizzi di Cogne, lavorati al tombolo, o le più rustiche pantofole di panno.
Anche l’artigianato del ferro è ben rappresentato da fabbri che espongono chiavistelli, serrature, mappe, lame, coltelli e sculture. E poi i classici campanacci per le vacche, da quelli più semplici fino a quelli da parata, riccamente decorati anche sul collare in cuoio.
Insomma una fiera di quelle “vere” nella quale, ovviamente, non può mancare una sezione dedicata al cibo, da consumare in loco o da portare a casa, e un settore riservato alle macchine agricole e per l’edilizia.

Osteria da Nando, l'ingresso

Osteria da Nando

Per chi decidesse di fare una sosta e mangiare qualcosa, posso suggerire un piccolo locale che ha aperto da pochi mesi. Si chiama Osteria da Nando e i proprietari sono del mestiere, dato che fino a due anni fa gestivano un locale più grande sempre nel centro di Aosta. Si sono trasferiti nella nuova sede per ridurre l’attività ad una dimensione più vivibile. Il locale si trova in pieno centro*.
In occasione della fiera hanno deciso di rimanere aperti senza sosta dal mattino alle 11.30 fino alla sera. Questa scelta risulta molto comoda anche per i clienti, soprattutto per coloro che – come noi –aspettano un orario meno affollato per mangiare in santa pace. Abbiamo pranzato alle due e mezza del pomeriggio e si stava benissimo. Il locale è piccolo – circa 25 posti – e molto accogliente, con la cucina a vista all’ingresso, di fronte al bar.
Il proprietario ci fa accomodare nell’unica sala del locale e, fatta la nostra scelta, in pochi minuti siamo serviti. Il menù è basato sostanzialmente sui piatti della tradizione locale.
Come primi scegliamo una polenta valdostana (polenta al burro e fontina) e una minestra valdostana alle verdure (minestrone di verdure con pezzetti di fontina e crostini di pane nero). Un solo secondo, ovvero una porzione ridotta di bistecca valdostana con patate al forno (bistecca di maiale con prosciutto e fontina) e un dolce, una crema a base di cioccolato accompagnata dalle tegole, classici biscottini locali che ricordano le lingue di gatto.

Osteria da NandoDue mezze d’acqua, un solo bicchiere di buon vino rosso della Valle e un caffè: totale € 35.
Tutti i piatti sono buoni, caldi e preparati al momento (ovviamente mi riferisco alla rifinitura e non certo alla polenta in se o al minestrone). Il servizio è ottimo: rapido ed essenziale. Data l’ora – a fine pranzo sono le tre e mezza – il locale si svuota e ci fermiamo a parlare qualche minuto con il titolare che ci spiega della vecchia attività e dello spostamento in questa nuova sede più piccola e a misura d’uomo.Alla fine l’impressione generale è molto positiva: la fiera è bella, si è mangiato bene e Aosta è comunque molto interessante e merita una visita a parte; si torna a casa soddisfatti: provare per credere. Sant’Orso 30 e 31 gennaio del prossimo anno. Sergio Rossi *Osteria da Nando, via Sant’Anselmo 99 – Aosta. Tel. 0165 44455

Osteria da Nando, la sala

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