Rossoaglio: un evento dedicato all’aglio rosso di
Nubia
All’inizio di ottobre sono stato invitato
in Sicilia, a Paceco, nel trapanese, per la prima edizione
di Rossoaglio, festa dedicata all’aglio rosso di Nubia.
Dovevo raccontare la storia del Pesto alla genovese e farlo
assaggiare ad una cinquantina di persone durante una sorta
di confronto con il Pesto alla trapanese. Non conoscevo il
trapanese, sapevo di Erice, delle Egadi, della lunga storia
di Trapani, per tanto tempo estremo approdo verso l’Africa.
Sapevo anche che i genovesi l’avevano frequentata per
tanto tempo, ma non sapevo la cosa più importante,
cioè che quella zona fosse così bella e ospitale.
E gli organizzatori di Rossoaglio hanno scelto uno dei luoghi
più affascinanti come sede dell’evento, ovvero
un vecchio casale con mulino a vento in mezzo alle saline
di Nubia. Così, attorniati da cumuli di sale, uccelli
acquatici e grandi distese d’acqua imprigionata fra
geometrici muretti di tufo, sotto l’attenta regia di
Paolo Salerno, si è svolto questo evento che promette
bene anche per il futuro. Il format è semplice: una
manifestazione di qualità dedicata ad un prodotto di
livello e calibrata in ogni suo aspetto. A dare il via è
stato un interessante convegno, nel corso del quale diversi
esperti hanno sviscerato tutti gli aspetti legati all’aglio,
dalle caratteristiche agronomiche, alle proprietà curative
fino agli impieghi in cucina. Poi si è passati ad un’analisi
sensoriale, sempre dedicata all’aglio, e ad un confronto,
con relativo assaggio, fra il Pesto alla genovese e il Pesto
alla trapanese. Nel contempo il pubblico poteva visitare il
museo del sale, fare acquisti presso alcune bancarelle di
specialità alimentari locali (selezionate) e gustare
la cucina preparata da un cuoco esperto. Insomma una manifestazione
sperimentale ma pienamente riuscita e di sicuro, crescente,
successo.
L’aglio di Nubia è un prodotto molto interessante.
Lo ha capito Slow Food che ne ha fatto un presidio e lo promuove
su tutto il territorio nazionale. Peraltro, l’aglio è
alla base del Pesto alla trapanese, una splendida salsa fatta con
basilico, mandorle, sale, pepe, pomodoro fresco tagliato a pezzi
e, naturalmente, aglio. Il piatto che ne deriva si chiama pasta
cull’agghia, e tradizionalmente si fa con le busiate, una
pasta fatta in casa che ha la forma di uno strano fusillo. Il risultato
è eccellente, sia che lo si preferisca più deciso,
cioè nella versione casalinga che prevede uno spicchio d’aglio
a testa nella preparazione del Pesto, sia nella versione “attualizzata”,
un po’ più delicata. E se a tutto ciò si aggiunge
il sale di salina, il pomodoro e le mandorle locali, si capisce
che l’aglio è in ottima compagnia.
Insomma, questo lembo di terra affacciato sul mare, quasi circondato
dal mare, offre una serie di prodotti straordinari che danno vita
ad una cucina davvero affascinante.
A tale proposito, riporto testualmente la ricetta delle busiate
con pesto alla trapanese così come suggerito nel libro: I
tesori della cucina siciliana: sapori mediterranei di ieri e di
oggi (L. Frusteri, S. Fraterrigo, A. Allotta, P. Salerno. PS.Advert
- Trapani 2002).
Busiate con pesto alla trapanese (per 4 persone)
400 g di busiate (oppure caserecce)
1 kg di pomodori maturi
4 spicchi d’aglio [inutile dire che è consigliato l’aglio
rosso di Nubia ndr]
100 g di mandorle pelate e tostate
1 mazzetto di basilico
Olio extravergine d’oliva
Pecorino (o parmigiano) grattugiato
Sale, pepe
Sciacquate i pomodori e tuffateli in acqua calda per 5 minuti;
poi, pelateli, privateli dei semi e tritateli grossolanamente. Pestate
a lungo le mandorle con una presa di sale nel mortaio. Quando saranno
polverizzate, trasferitele in una terrina e mettete nel mortaio
l’aglio, il basilico e poco sale e riprendete a pestare, fino
ad ottenere un composto omogeneo. Unite il pomodoro e lavorate ancora
con il pestello, in modo che gli ingredienti siano ben amalgamati.
A questo punto, versate il pesto nella ciotola con le mandorle.
Incorporate 1 bicchiere d’olio, il sale necessario e una generosa
spolverata di pepe nero; mescolate e lasciate riposare per un paio
d’ore. Lessate la pasta in acqua salata in ebollizione; scolatela
al dente e conditela con la salsa preparata. Servitela accompagnando
con il pecorino grattugiato.
Da segnalare:
• Trattoria del Sale: ospitata nello stesso complesso del
museo del sale. www.trattoriadelsale.com
• Relais Antiche Saline: a pochi metri dal museo del sale,
si trova questa raffinata struttura ricettiva ricavata dalla ristrutturazione
di un antico Baglio. www.relaisantichesaline.com
• I tesori della cucina siciliana: sapori mediterranei di
ieri e di oggi (L. Frusteri, S. Fraterrigo, A. Allotta, P. Salerno.
PS. Advert - Trapani 2002). Interessante libro di cucina con una
serie di ricette tradizionali inserite in una veste grafica di pregio.
• L’aglio rosso di Nubia, che peraltro è confezionato
anche in piccole reste da 4 teste.
• Il sale di salina di Nubia.
• Il melone giallo di Paceco, davvero eccellente.
• Le busiate.