| |
|
Zuppa di cime di cavolo nero
|
Cavolo Nero
Cou Neigro
Ortaggio tipico della stagione fredda, il cavolo nero è
una presenza quasi costante negli orti appenninici e da sempre
è un ottimo alimento invernale per la gente dei monti.
Non teme il freddo e la neve anzi, sottoposto alle prime gelate
diventa più tenero e dolce.
Ripulite dalle coste più dure, le cime di cavolo nero
si preparano lessate, con patate, per consumarle in insalata
condite con un filo d’olio extravergine d’oliva,
oppure possono diventare l’ingrediente caratterizzante
di una buona zuppa (e di molte altre ricette).
|  |
Zuppa di cime di cavolo nero
Suppa de çimme de cou neigro
Ricetta tradizionale dell’alta valle Scrivia al modo
di Enrichetta Trucco
|
 |
In una pentola d’acqua fredda mettere le cotenne di maiale
tagliate (circa 500 grammi; chi non vuole utilizzare le cotiche
può mettere nell’acqua un po’ d’olio extravergine
d’oliva), salare e porre sul fuoco; quando l’acqua bollirà
aggiungere una cipolla tagliata sottile e le cime di cavolo nero
- anch’esse tagliate sottili - senza le coste più dure.
Aggiungere anche due o tre patate mondate e tagliate a tocchetti.
Lasciare cuocere per circa un’ora. A questo punto si può
scegliere se servire la zuppa con crostini di pane passati al forno
o se completarla inserendo del riso.
Nel primo caso si disporrà in una fondina il pane abbrustolito,
versandovi sopra la zuppa e rifinendo il piatto con un filo d’olio
extravergine d’oliva e una generosa manciata di parmigiano
reggiano. Nel secondo caso si immetterà il riso nella zuppa
e si lascerà cuocere il tutto per circa 15 - 20 minuti. Rifinire
sempre con olio extravergine d’oliva e parmigiano reggiano.
L’impiego delle cotiche di maiale è tipico della cucina
appenninica, per la quale l’olio d’oliva è sempre
stato un prodotto piuttosto costoso e quindi utilizzato, se e quando
possibile, con la massima parsimonia.
Stampa questa pagina |