Non capita spesso di trovare qualcosa
di veramente originale nel campo del cibo. O forse capiterebbe,
ma questo mondo è talmente spettacolarizzato che
si finisce per non vedere oltre la “cortina fumogena”.
Qualche giorno fa, un amico di Carloforte (nell’isola
di San Pietro, in Sardegna) mi ha regalato un libricino
che ho trovato davvero splendido. Si tratta del frutto di
un lavoro promosso dal Centro Aggregazione Minori di Carloforte,
coordinato da Rosangela Plaisant e Chicco Angius (colui
che mi ha regalato il libricino). Il titolo è Ricette
fantasiose a base di tonno e i due coordinatori raccontano
che l’idea è nata per caso, durante una normale
giornata di apertura del centro. Lo stimolo è stato
offerto dal Girotonno, importante manifestazione internazionale
dedicata al tonno, che da qualche anno richiama un folto
pubblico sull’isola di San Pietro. Tornando al libricino,
si tratta in pratica di una serie di ricette a base di tonno,
ideate nella massima libertà e senza alcun condizionamento,
dai bambini. E anche se in premessa i coordinatori chiariscono
che l’idea è venuta all’improvviso e
le animatrici del centro non l’hanno anticipata ai
bambini proprio per non influenzarli, lo si capisce comunque
benissimo leggendo le ricette: è come se le si sentissero
raccontare dalle voci dei loro piccoli ideatori. Il tutto
è stato poi inserito in una veste grafica molto appropriata
e gradevole che valorizza il lavoro e non ne stravolge la
natura, anche perché si basa proprio sui disegni
fatti dagli stessi bambini. Insomma, qualcosa di molto apprezzabile
che credo avrebbe meritato una presentazione ad hoc di sicuro
successo.
Le ricette sono a dir poco spassose. Gli ingredienti mescolati
con una fantasia che sfida quella degli “chef”
più estrosi, le dosi assolutamente incontrollate
e le cotture improbabili, eleggono questo “miniricettario
impossibile” a vera e propria chicca. Qualcosa di
dirompente e gioioso, innocente e raffinato che è
un piccolo capolavoro di spontaneità. Credo che tutti
i protagonisti, e il progetto in se, meriterebbero un premio.
E credo anche che questo modello potrebbe essere esportato
per riprodurre altri lavori simili.
Chi lo sa fare, potrà anche leggere nelle ricette
l’attualità vissuta da questi bambini e quindi
trarne chissà quali riflessioni psicologiche sulle
“pressioni sociali” a cui essi sono sottoposti.
Ma questo è lavoro da professionisti; per la gente
normale si tratta solo di un progetto lodevole ed esemplare
che merita la più ampia eco e il più sincero
plauso.
|