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Ci sono luoghi nei quali ci si sente a casa e spesso non si sa neppure
il perché. Quando è così, però, la vacanza
diventa un vero momento di distacco dalla quotidianità e di “ricarica
delle batterie”.
Secondo me l’alta valle Pesio, in particolare la zona di San Bartolomeo,
ha esattamente queste caratteristiche.
Si tratta di una vallata delle Alpi Cuneesi, poco lontana da Mondovì
e immersa nella più splendida vegetazione alpina. È sede
di un parco naturale regionale – il parco dell’alta valle
Pesio e Tanaro – che ha contribuito a mantenere intatto un territorio
meraviglioso.
Ovviamente sto parlando di una zona di montagna, quindi ricca di boschi,
ruscelli, alpeggi, montagne e prati.
In questo angolo di mondo alpino, nel 1173, i certosini fondarono quella
che oggi è conosciuta come la Certosa di Pesio, un grande complesso
religioso che attira numerosi visitatori e merita decisamente una visita.
Forse già allora questa zona fu scelta per la sua bellezza selvaggia
e solitaria. O forse solo perché ai monaci serviva un luogo isolato
nel quale praticare la rigida regola certosina.
E così, dopo oltre 800 anni di presenza umana, questo piccolo
paradiso è rimasto tale e ancora oggi c’è chi cura
i castagneti, taglia l’erba per gli animali o fa legna da opera
o da ardere. E tutte queste attività agricole hanno contribuito
a formare e mantenere nel tempo l’aspetto che oggi la valle presenta.
Insomma, se vi piace la natura e la montagna, un giro in valle Pesio
è davvero molto interessante.
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Negli ultimi decenni, il
Parco ha creato diverse aree pic-nic che ognuno può liberamente
utilizzare per uno spuntino o un momento di relax. Tuttavia sento di
dover consigliare una sosta anche presso alcuni ristoranti della zona
che meritano più di un cenno.
Comincio dalla Locanda Alpina, albergo e ristorante gestito dalla famiglia
Lebra, in particolare da Natascia e Gianfranco con l’aiuto dei
genitori.
Si tratta di un vecchio edificio completamente ristrutturato rispettandone
l’aspetto caratteristico.
Alla Locanda si può alloggiare in camere confortevoli e ovviamente
si può mangiare. E qui mi voglio soffermare un momento. La cucina
che si può gustare è davvero interessante. Frequentando
da anni queste zone, posso dire di conoscere, almeno in parte, i piatti
più comunemente proposti dalla tradizione locale, e l’interpretazione
che ne dà Gianfranco è davvero notevole.
Ho mangiato qui in diversi periodi dell’anno e in un arco di tempo
significativo, e posso dire che non ho mai riscontrato cali di qualità
né mi sono imbattuto in giornate storte del cuoco.
I piatti seguono la tradizione, come pure l’impostazione del pranzo,
con una ricca proposta di antipasti seguita da una scelta di primi e
secondi che accontentano anche i più esigenti.
Ne segnalo alcuni fra quelli che ricordo meglio: gli gnocchi al Raschera,
formaggio di produzione locale, il risotto alla zucca e salsiccia, davvero
squisito, oppure gli estivi taglierini agli zucchini. Fra i secondi:
lo stracotto all’Arneis, le scaloppine di cinghiale al timo, o
la trota in padella, trota che abbonda nel torrente Pesio (in questo
tratto c’è una splendida riserva di pesca). |
Rifugio Pian delle Gorre |
Ma non posso
tralasciare gli antipasti, anch’essi di ispirazione tradizionale
ma in parte rivisitati senza stravolgimenti: il classico vitello tonnato,
il patè di trota e di cinghiale, il carpaccio e molti altri che
si succedono nelle diverse stagioni. Nei mesi di buon tempo, Gianfranco
utilizza anche alcune erbe spontanee come lo spinacio selvatico, che
prepara come contorno.
Ultima nota per i dolci, che trovo meravigliosi. Ne segnalo tre in particolare
(ma sono molti di più): la crostata di pesche, con una pasta
del tutto originale e davvero splendida, la torta di ricotta e il semifreddo
al torrone.
Infine un cenno al servizio: dietro una naturale capacità di
comunicare, Natascia nasconde una professionalità indiscutibile,
che si traduce in un sobrio atteggiamento confidenziale che fa sentire
sempre a proprio agio.
Poco più a valle si
trova il Nuovo Alpinisti che molti conoscono come “Lello”,
dal nome del proprietario.
Si tratta di un locale che da molti anni propone ottima cucina tradizionale
caratterizzata da una costanza nella qualità che ne esalta il
valore.
Per inciso, considero proprio
la costanza come una delle più importanti qualità di un
ristorante. Capita che si vada a mangiare da qualche parte e ci si trovi
bene; si decide allora di condividere il piacere con altri ed ecco la
sorpresa: non è più come la volta precedente; che delusione.
Tornando a Lello, si tratta
di un ristorante (ma anche albergo) che propone una notevole scelta
di ottimi antipasti, come da tradizione. Si passa poi ai primi, serviti
a tavola direttamente dalla padella utilizzata per prepararli. Riguardo
ai secondi, ad essere sincero devo dire di non esserci quasi mai arrivato,
perché è tale il piacere di gustare la serie degli antipasti
seguiti da un ricco primo che, al momento del secondo, passo direttamente
al dolce. Fra gli antipasti, impossibili da descrivere uno a uno, segnalo
una carne cruda davvero eccellente. Ravioli e taglierini sono i primi
che consiglierei; dei secondi, come detto, non so parlare anche se devo
dire che il roast beef, unico secondo assaggiato, è davvero eccellente.
Se vi rimane posto per il dolce provate la panna cotta.
Mi piace sottolineare che
i singoli piatti dei due ristoranti segnalati hanno prezzi adeguati
alla qualità. Mi riferisco ai piatti perché trovo impossibile
indicare un prezzo medio coerente, dato che la valutazione potrebbe
variare di molto a seconda delle scelte personali.
Infine, ma non ultimo, il
rifugio del Pian delle Gorre. È una struttura situata su un grande
prato circondato da boschi, raggiungibile in auto l’estate e affacciata
sulla pista per lo sci di fondo - percorso molto bello - in inverno
(ma ci si arriva anche a piedi con una bella passeggiata di meno di
un’ora).
Pochi coperti, scelta contenuta - adeguata ad un rifugio - ottima qualità.
Antonella e Alberto, i gestori, sono attenti agli ingredienti, tanto
è vero che il piatto più popolare, ovvero la polenta,
è fatto con una eccellente farina di mais macinata a pietra proveniente
dal Cuneese. Per gustare appieno i piatti del rifugio è consigliabile
un atteggiamento “sportivo” che procura una gran fame o,
a seconda dei casi, aiuta a smaltire queste impegnative delizie: una
sciata o una passeggiata sono consigliate sia prima che dopo. La polenta
viene proposta in tre modi: concia (con una coltre di formaggio fuso
che la ricopre), con spezzatino o con salsiccia. Inutile consigliare
una scelta perché tutte sono eccellenti. Se si vuole continuare
col secondo, si può chiedere quali siano le proposte del giorno
(che volendo comprendono anche l’antipasto). Personalmente, dopo
una polenta così passo al dolce. Segnalo una buona crostata di
mele che non impegna ulteriormente ma completa il pranzo.
Il rifugio, che offre anche alloggio, è dotato di un impianto
energetico ecocompatibile. Una turbina azionata dalla forza dell’acqua
produce tutta l’elettricità necessaria per le attrezzature
e per il riscaldamento e questa è una ulteriore nota positiva.
Una veranda esterna con vista prati, boschi e montagne completa l’offerta.
Ora, se vi è venuta
voglia di fare una visita al Parco dell’Alta Valle Pesio, sappiate
che si trova a circa 150 chilometri da Genova (via Savona A 10-A 6);
25 chilometri dall’uscita autostradale di Mondovì e altrettanti
da Cuneo. Il posto merita il viaggio e, se si ha tempo, il soggiorno.
Sempre a San Bartolomeo consiglierei
ancora alcune “tappe”: due negozi offrono una buona scelta
di formaggi locali e, rispettivamente, una scelta di pasticceria secca
e biscotti a base di diverse farine e una buona focaccia con ampia varietà
di pizze artigianali; di solito sono aperti anche i festivi almeno al
mattino.
Recapiti:
Rifugio Pian delle Gorre:
0171 738077 – 333 2700314
Locanda Alpina San Bartolomeo 0171 738287
Albergo Nuovo Alpinisti San Bartolomeo 0171738121
Info e foto su www.comune.chiusadipesio.cn.it
; www.vallepesio.it
; www.parks.it
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